Must have il tubino nero.

Il tubino nero, le petite robe noir o in inglese little black dress, ciò che ogni donna dovrebbe sempre avere nel proprio armadio. Creato nel 1926 da Coco Chanel con l’intento di creare un abito adatto a tutte le occasioni, è’ un abito da sera o da cocktail, nero, e corto (appena sopra il ginocchio). Da quando Coco Chanel lo lanciò nella moda, il tubino nero è stato sempre indossato dalle donne, adattandosi alla moda del momento; ma è negli anni ’60 che il tubino nero trova l’apice del successo dopo di che l’attrice Audrey Hepburn lo indossa nell’indimenticabile Colazione da Tiffany; il capo diventa così un must have per tutte le donne e non passa mai di moda.

Perfetto in ufficio, per un party e per il periodo natalizio, è un l’abito passpartout che strizza l’occhio ad ogni occasione.

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Asos tubino nero per curvy girl
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Non avete idee di quale modello vi piace di più? Lasciatevi ispirare dalla moda vintage.

Il tubino nero di Coco Chanel negli anni 20.

 

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Negli anni venti, all’indomani della prima guerra mondiale le donne diventano protagoniste avvicinandosi sempre di più al look maschile, nasce in questi anni il look “alla maschietta” le donne si tagliano i capelli, sono gli anni del jazz e charleston, piume, perle e frange. Sono gli anni in cui Madame Coco Chanel lavora alla creazione di abiti comodi, funzionali, totalmente diversi da quelli del secolo precedente, rivoluzionando il concetto di femminilità e di moda, di lusso ed eleganza. È la prima a utilizzare il jersey, predilige colori essenziali, che bene si combinano tra loro, dando ai suoi modelli un’aura di rigore e praticità che tanto le stavano a cuore: bianco, nero, blu, beige e qualche tocco di rosso.

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Nel 1926 Vogue America, rivista di riferimento del mondo della moda, diretta dalla leggendaria Diana Vreeland, pubblica il primo schizzo dell’abito di Madame Coco: un modello nero, dritto, i cui unici decori sono rappresentati dalle linee dei tagli diagonali, accompagnato da un cappello a cloche. Descrivendolo come “un abito che sicuramente diventerà la divisa delle donne di classe”, Vogue ne intuisce la portata rivoluzionaria e la forza stilistica, e non esita a definirlo “La Ford T di Chanel”, con riferimento alla prima automobile prodotta in serie, il cui unico colore disponibile era, come è noto, il nero. Coco, che battezza la sua creazione la petite robe noire per sottolinearne le caratteristiche, crea un abito semplice che dona a tutte e che, soprattutto, è accessibile a tutte. Il nero tuttavia resta associato anche all’idea di lutto e dolore, e forse non è un caso che il primo tubino nero fosse indossato da Coco al funerale dell’amore di una vita, Etienne Balsan: in crêpe de chine, senza maniche, orlo al ginocchio, abbinato alla giacca che diventerà anch’essa un classico della maison di Rue Cambon.

Gli Anni ’30 e ’40 e le dive di Hollyvood.

I modelli sono firmati da Gilbert Adrian, Jean Louis e Travis Banton, per dive come Greta Garbo, Marlene Dietrich e Jean Harlow. Abiti aderenti e longuette oppure appena svasati, scolli a V.

Anni ’50 la gonna a ruota.

Negli anni ’50 la gonna del tubino si trasforma, dall’aderenza si passa alla gonna a ruota o corolla e lunghezza alle caviglie, vitini da vespa strizzati in bustini mozzafiato, décolleté in evidenza, tessuti ricchi e sgargiantiSi afferma lo stilista Cristian Dior.

Gli Anni ’60 da colazione da Tiffany ai Beatles.

Grazie al cinema giunge al grande pubblico l’immagine di Audrey Hepburn che, indossando un tubino nero di Hubert de Gi- venchy in Colazione da Tiffany (1961), incarna un nuovo modello di classe ed eleganza. Sono anche gli anni dei Beatles e le gonne si accorciano.

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Anni ’70 il tubino nero di pelle.

Il filo conduttore degli anni Settanta è il flower power, con i suoi materiali grezzi e naturali che si combinano a fantasie sgargianti e floreali. A questa tendenza si oppone il punk, dove prevalgono borchie, catene e pelle. Sono anni di grande fermento culturale, di cambiamenti sociali in cui il tubino è relegato ai margini del mondo della moda: allo Studio 54 diNew York non è ammesso, mentre emergono i modelli di Halston plissettati indossati da Bianca Jagger e Liza Minelli. Nel 1974 Diane von Furstenberg crea il suo primo wrap dress (abito a vestaglia): morbido, comodo, décontracté e al contempo sexy e femminile. La sua influenza sulla moda sarà tale da meritare una mostra presso il Costume Institute del Metropolitan Museum di New York.

Anni ’80 e ’90.

Negli anni ’80 tornano di moda le spalline ed è l’era della manica a palloncino. Ill tubino nero rappresenta il simbolo della donna in carriera si abbellisce con strass, pailettes, drappeggi e tessuti stretch.  La filosofia degli anni Novanta è diametralmente opposta all’opulenza degli 80s e si sintetizza nel motto “Less is more”. E’ il trionfo delle silhouette naturali, asciutte e prive di fronzoli di Calvin Klein, Jil Sander e Prada. Il nero è eletto a “non colore” per eccellenza e con esso si impone la semplicità. La tecnologia fa il suo ingresso nel prêt-à-porter: nylon e tessuti tecnici si prestano perfettamente alla costruzione del nuovo little black dress.

Anni 2000.

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 foto: pinterest

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Serena, classe 1978, appassionata di web e social. Dopo anni ho ripreso il mio blog Dcomedonna. Qui si parla un po' di tutto, moda, matrimonio, cucina, arredamento, viaggi, web, donne, mamme, si parla dei miei interessi e di ciò che il web mi suggerisce. Attualmente faccio la mamma e mi occupo di realizzazione siti web e social manager; collaboro con la rivista on line di enogastronomia, turismo e sostenibilità rosmarinonews.it
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