Gennaio 26, 2016

Matrimonio:Rito civile, rito religioso e matrimonio concordatario

By serena

Secondo l’Instat nel 2014 sono stati celebrati in Italia 189.765 matrimoni, circa 4.300 in meno rispetto all’anno precedente. Ancora una flessione, dunque, ma quella osservata nell’ultimo anno è la più contenuta dal 2008. A diminuire sono soprattutto le prime nozze tra sposi di cittadinanza italiana: 142.754 celebrazioni nel 2014. Diminuisce anche la propensione a sposarsi. Nel 2014 sono stati celebrati 421 primi matrimoni per 1.000 uomini e 463 per 1.000 donne, valori inferiori rispettivamente del 18,7% e del 20,2% rispetto al 2008. Al primo matrimonio si arriva sempre più “maturi”: gli sposi hanno in media 34 anni e le spose 31. Quasi un matrimonio su due non è religioso, crescono le convivenze mentre i divorzi calano per colpa della crisi.

In Italia sempre più coppie scelgono di sposarsi con il rito civile, soprattutto a nord, mentre il sud rimane fortemente legato al classico matrimonio in chiesa con effetti civili.

Il matrimonio con rito civile, esclude la cerimonia in chiesa, è assoggettato alle regole espressamente previste dal codice civile e dalle leggi speciali e non riveste alcuna importanza in ambito religioso.L’autorità competente a dirimere qualsiasi tipo di conflitto tra i coniugi è il Tribunale Civile. La celebrazione del matrimonio civile spetta al Sindaco, nella veste di Ufficiale di Governo, in base al DPR n. 396 del 3 novembre 2000, o da un suo delegato, consigliere o assessore comunale e cittadini italiani in possesso dei requisiti per l’elezione a consigliere comunale.
La celebrazione si svolge al Comune o in altro luogo scelto dagli sposi, gli sposi si presentano, nel giorno prestabilito, davanti all’ufficiale di stato civile che, in forma ufficiale indossando la fascia tricolore, legge agli sposi e a due testimoni gli articoli del codice civile relativi ai diritti e ai doveri che assumono gli sposi con il matrimonio. Dopo che gli sposi hanno dichiarato il proprio “Si”, confermato dai testimoni, avviene lo scambio degli anelli e tutto si conclude con la firma dell’atto di matrimonio da parte della coppia e dei testimoni a cui è richiesto di presentare un documento di identità valido.
Nell’atto di matrimonio è indicato il regime patrimoniale scelto dagli sposi all’atto della redazione del Verbale di Pubblicazione.

Il matrimonio religioso con effetti civili è  riconosciuti dallo Stato italiano, a celebrarlo è un ministro di culto la cui confessione religiosa è riconosciuta dallo stato.

matrimonio-chiesa

Lo stato italiano riconosce i matrimoni celebrati davanti al ministro di culto delle seguenti confessioni religiose:

  • Chiesa Cattolica (matrimonio concordatario)
  • Tavola Valdese
  • Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno
  • Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
  • Assemblee di Dio in Italia (ADI)
  • Unione Battista
  • Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Queste celebrazioni sono regolate da normative specifiche che prevedono diverse modalità e documentazioni. Il ministro del culto celebra le nozze dopo aver ottenuto l’autorizzazione dall’Ufficiale di Stato Civile, al quale trasmetterà l’atto di matrimonio per la trascrizione nei relativi registri.

Il Matrimonio concordatario è il matrimonio religioso con effetti civili della Chiesa Cattolica.

In Italia è quello più diffuso, soprattutto al sud dove  si è più legati alla tradizione. Senza dover necessariamente celebrare due diversi riti, quello civile e quello religioso, il matrimonio concordatario assume valore sia civile che religioso e conferisce ai coniugi gli stessi diritti e doveri.
Perchè assuma valore civile il parroco, al termine della funzione religiosa, dà lettura degli articoli del codice civile relativi ai diritti e doveri dei coniugi e l’atto di matrimonio viene trascritto nei Registri dello stato civile.
La trascrizione dell’atto di matrimonio è l’adempimento di maggior importanza, in ambito civile, in quanto rende efficace il matrimonio civile. Senza tale trascrizione il matrimonio non ha valore civile ma solo religioso. Gli effetti civili sono efficaci dalla data del matrimonio e non da quella della trascrizione dell’atto.

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