azienda vitivinicola Nardona Nardone
Dicembre 15, 2015

Vini pregiati d’Irpinia l’azienda Nardone Nardone

By serena

Da quando vivo in Irpinia mi sono appassionata alla cultura di questi posti, all’enogastronomia e ai tanti prodotti di eccellenza che questa terra ci regala. Per una salernitana/picentina abituata a prodotti come mozzarella di bufala e limoncello, avvicinarsi alla cultura dei grandi vini e altri prodotti di questa zona (di cui vi parlerò in futuro come le castagne di Montella, il tartufo di Bagnoli Irpino) è un viaggio altrettanto bellissimo. La Campania è una terra dalle mille sfaccettature, è l’emblema del controsto mare e monti.

In questo post vi parlerò di un amico, della sua azienda, di progetti e di grandi vini…

Ci troviamo in zona di produzione del taurasi rosso DOCG (il nuovo disciplinare impone questa dicitura), in provincia di Avellino, tra i comuni di Pietradefusi e Venticano, siamo in Irpinia una delle zone della Campania che ci regala prodotti di eccellenza.

Poco più che trentenne e con alle spalle tanta esperienza nel campo della produzione di vini Domenico Nardone Nardone, conosciuto come Mimmo, è l’anima dell’azienda vitivinicola Nardone Nardone. Un Know-how che deriva dal sapere, l’amore e l’esperienza di due grandi uomini: il nonno di Mimmo, il sig. Domenico e il papà, il Sig. Vincenzo.

All’indomani della grande guerra Domenico Nardone ha fondato l’azienda Nardone Nardone con 4 ettari di vigneti impiantati seguendo il vecchio sistema locale, in località Vertecchia nel comune di Pietradefusi (AV); il figlio Vincenzo, dottore agronomo dalle mille qualità, inizia ad ampliare le coltivazioni acquistando altri 6 ettari in corpo unico a Torre le nocelle e soprattutto a curare la qualità del prodotto. Impianta vigneti di Aglianico,  Greco di TufoFiano e Falanghina ed è tra i primi a credere nella coltivazione della coda di volpe, antica varietà campana a bacca bianca, citata da Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historia”.

L’allevamento dei rossi vieni gestito a cordone speronato, in questa forma di allevamento, qualche mese dopo l’inizio del riposo invernale si esegue la potatura lasciando uno o due branche che resteranno sulla pianta per almeno quattro o cinque anni. Su di essi si lasceranno quattro speroni equidistanziati fra loro. La potatura degli anni a venire consisterà nel rinnovare lo sperone anno per anno. Questo sistema di allevamento è adatto ai vitigni che fruttificano sui tralci emessi dalle gemme basali, che richiedono una potatura corta.

Per i bianchi viene praticata la potatura a guyot, Il principio su cui si basa il Guyot è quello di ottenere il capo a frutto, da cui si svilupperanno i tralci fruttiferi, e lo sperone, da cui si svilupperanno due o tre tralci da cui, nella potatura successiva, si selezionerà il nuovo capo a frutto. Dopo la fruttificazione di settembre-ottobre si attende la completa caduta delle foglie quindi, a metà inverno, si comincia ad effettuare la potatura che può essere distinta in tre fasi che per convenzione prendono il nome di:

  • passato: ciò che è stato lasciato nell’anno passato sulla pianta.
  • presente: l’insieme di vegetazione sulla quale si dovrà effettuare la potatura.
  • futuro: ovvero quello che, nelle attuali condizioni, si intende lasciare per l’anno a venire.

In questo metodo di allevamento si tende ad eliminare tutta la vegetazione ad eccezione di un tralcio vecchio di un anno (capo a frutto) e un piccolo sperone, ovvero una porzione di tralcio di dimensioni ridotte, portante due o tre gemme. Il Guyot, come tutti i sistemi di potatura mista, si presta per i vitigni altamente produttivi che fruttificano principalmente sui tralci emessi dalle gemme intermedie del capo a frutto: in questi vitigni la potatura corta (“a sperone”) non garantirebbe un’adeguata produzione a causa della scarsa produttività delle gemme basali. Il numero di gemme di cui si compone il capo a frutto del Guyot varia secondo le condizioni ambientali (fertilità del terreno e disponibilità irrigua) e le potenzialità produttive del vitigno.

Per entrambi si usa il metodo della lotta integrata, una pratica di difesa delle colture che prevede una drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci mettendo in atto diversi accorgimenti. Tra cui:

  • l’uso di fitofarmaci poco o per niente tossici per l’uomo e per gli insetti utili;
  • la lotta agli insetti dannosi tramite la confusione sessuale (uso di diffusori di feromoni);
  • fitofarmaci selettivi (che eliminano solo alcuni insetti);
  • fitofarmaci che possono essere facilmente denaturati dall’azione biochimica del terreno e dall’aria;
  • la lotta agli insetti dannosi tramite le tecniche di autocidio, come la tecnica dell’insetto sterile (SIT);
  • la previsione del verificarsi delle condizioni utili allo sviluppo dei parassiti, in modo da irrorare con fitofarmaci specifici solo in caso di effettivo pericolo di infezione e non ad intervalli fissi a scopo preventivo.
  • la lotta agli insetti dannosi tramite l’inserimento di altri che siano loro predatori naturali e che non siano dannosi alle coltivazioni (lotta biologica)
  • l’uso di varietà colturali maggiormente resistenti;
  • l’uso della rotazione colturale;
  • particolare attenzione ed eliminazione di piante infette.

 

vini Nardone Nardone

Nel 2006 nasce la cantina che, oltre la produzione di vini rossi Taurasi DOCG e Aglianico DOC  e bianchi come Fiano, Greco di Tufo e Falanghina I.G.T. presto inaugurerà la sala degustazione con annesso punto vendita già esistente in via dell’Industria – frazione Dentecane – Pietradefusi (AV). Qui potrete degustare e acquistare i vini Nardone Nardone in una piacevole atmosfera sottolineata dall’arredamento elegante, dall’animo moderno mescolato al vintage con  oggetti antichi recuperati, restaurati e allestiti dallo stesso Mimmo. Sarete accolti dalla competenza mescolata alla simpatia e genuinità di Mimmo e non solo, tutta la famiglia Nardone Nardone partecipa alla vita dell’azienda e del punto vendita con sala degustazione.

Per questo Natale vi offro un’idea di regalo, rivolgetevi all’azienda per regalare delle buonissime bottiglie di vino o farvi preparare delle bellissime scatole o cassettine di legno ad hoc; un’azienda quella di Mimmo che oltre alla qualità del prodotto ci ha tenuto alla bellezza e all’estetica delle bottiglie, dall’etichetta al packaging, perchè si sa anche l’occhio vuole la sua parte.

La bottiglia di vino come bomboniera per il vostro matrimonio o altre cerimonie, in tempi di bomboniere enogastronomiche fa sempre la sua figura, vi posso garantire che la bomboniera enogastronomica viene molto apprezzata, poi vi parlerò della mia.

io e Mimmo

Io e Mimmo

Ho avuto il piacere di visitare il progetto di Mimmo prima del taglio del nastro, con un calice pieno di uno dei suoi migliori vini, il posto è adatto per aperitivi di qualità in quanto ad accompagnare i pregiati vini ci sono altrettanti prodotti di eccellenza del Prosciuttificio Ciarcia di Venticano, per festeggiare un compleanno, per una sosta aperitivo di domenica durante una gita fuori porta.

L’azienda vitivinicola è in continua crescita e con tante idee in cantiere, dall’organizzazione di eventi a tema, a serate degustazione alla vendita on line.

In bocca al lupo!

Nardone Nardone particolare

 

Share